Terapia e Psicoterapia dell’ansia

Terapia e Psicoterapia dell’ansia

Ci sono diverse tecniche cognitivo-comportamentali che sono utili per rivedere e correggere il modo catastrofico in cui viene percepita la realtà.
Inoltre, ci sono psicofarmaci specifici ideati per alleviare i sintomi fisici, promuovere il sonno, ridurre l’elevato livello di ansia quotidiana e ristabilire l’umore.
I soggetti con disturbi d’ansia rispondono bene ai trattamenti specifici; la stragrande maggioranza hanno ottenuto un notevole recupero già nei primi mesi.
In alcuni casi, quando nella stessa persona coesiste più di un disturbo, il miglioramento può richiedere più tempo.
Attualmente, non c’è dubbio che il trattamento cognitivo-comportamentale, integrato, ove necessario, con farmaci anti-ansia, è il metodo più scelto per la sua efficienza e per la velocità nell’ottenere risultati positivi.
L’indicazione dell’uno o dell’altro programma di trattamento dev’essere compiuta solo dopo una perizia approfondita di ciascun caso particolare da un professionista competente nel settore.
Possiamo affermare che il giusto trattamento per i disturbi d’ansia dovrebbe includere le seguenti risorse terapeutiche:

Terapia cognitivo-comportamentale

Si concentra a identificare e cambiare le idee sbagliate o i pensieri automatici (aspetti cognitivi) e indesiderati, limitati o condizionati da ansia o paura (aspetti comportamentali).
Il trattamento è breve ed è focalizzato sui problemi attuali; breve riferito all’uso del momento opportuno per raggiungere gli obiettivi prefissati, anche se la durata può variare in relazione alla diagnosi, alla coesistenza di altre diagnosi che complicano il quadro, alla storia personale, ala durata della malattia, alle risorse personali, ecc .. ; focalizzato ad affrontare direttamente i problemi, infatti indaga sugli stimoli che provocano e sulle conseguenze e fornisce gli strumenti e le tecniche per riuscire a controllare i sintomi.
L’obiettivo finale è la ripresa della vita normale e la libertà da ansia inadeguata o eccessiva preoccupazione. Attraverso esercizi di esposizione o di fronteggiamento, pensati ed elaborati per ciascun caso particolare, ci si concentra sul comportamento da attuare in certe situazioni, come ad esempio in autobus, in aereo o in metropolitana, durante riunioni sociali..
La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) si basa sulla psicologia sperimentale, su teorie del processo informativo e teorie dell’apprendimento; la sua validità è stato studiata e testata in numerosi studi, opportunamente pubblicata in libri e riviste.

Psicoeducazione ed esercizi di respirazione

Entrambi sono componenti essenziali per le prime fasi di approccio cognitivo-comportamentale.
La Psicoeducazione consiste nel dare al paziente, in modo completo e sistematico, informazioni circa l’origine dei sintomi, i meccanismi che li supportano e le possibili conseguenze.
Questo è importante perché i soggetti ansiosi tendono a interpretare in modo contorto i segnali psichici o fisici diversi e sono orientati ad assumere, in modo sbagliato, i peggiori risultati per i loro problemi. Con una corretta psicoeducazione, sanno cosa aspettarsi e cosa fare per migliorare.
Gli stati d’ansia generalmente sono accompagnati da un aumento della frequenza respiratoria con alterazioni nella dinamica normale (alcuni grandi movimenti respiratori) e con un aumento della tensione muscolare, che contribuiranno ad aumentare l’ansia.
Questo è il motivo esercizi per il quale gli esercizi di rilassamento e la respirazione sono quasi sempre utilizzati come primo strumento, insieme alla psicoeducazione, per controllare l’ansia e i sintomi associati.

Farmacoterapia

I disturbi d’ansia si sviluppano a causa di una combinazione genetica, neurochimica, aspetti sociali e storia psicologica del paziente.
Fortunatamente, ci sono farmaci efficaci in grado di alleviare i sintomi dell’ansia, che si usano in combinazione con la terapia cognitivo-comportamentale e che permettono di ottenere migliori risultati in questo campo. Tuttavia, ogni caso deve essere valutato, perché è possibile che alcuni tipi di pazienti possono beneficiare solo dell’approccio cognitivo comportamentale.
I farmaci usati in questi casi (benzodiazepine, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina selettiva, triciclici, beta-bloccanti) mirano a correggere la disfunzione neurochimica dei circuiti responsabili del controllo dell’ansia nel cervello e riducono l’impatto fisico dei sintomi.
La farmacoterapia, nella stragrande maggioranza dei pazienti, dovrebbe essere accompagnata dalla corrispondente terapia cognitivo-comportamentale per ottenere un miglioramento autentico e duraturo.

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Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Viale Mazzini, 76 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 © 2017 Frontier Theme