Come curare l’ansia

Come curare l’ansia

Ci sono molti modi per curare l’ansia, ma quali sono e in che cosa consistono?
Quando si parla di disturbo d’ansia, parliamo di una modifica della nostra mente, parliamo di un disturbo che si crea nel nostro cervello e, di conseguenza, parliamo di una malattia che si addentra in un mondo sconosciuto.
Quando si parla di disturbo d’ansia, si parla di paura. Sappiamo che è un tabù, sappiamo che questo disturbo ha molti lati oscuri; i soggetti affetti da questo disturbo vengono catalogati come deboli di mente e timorosi. Tutto ciò deve essere superato; l’ansia non è un problema di carattere ma una “malattia”, un malfunzionamento del nostro corpo ed è qualcosa che dovremmo riconoscere per poterla curare.

Come curare l’ansia

Quando si parla di disturbo d’ansia, si parla di un disturbo nel nostro sistema di difesa naturale, un disturbo che ci informa, in modo esagerato, del pericolo che in realtà non esiste.
Questo disturbo è molto invalidante, ci sono però diverse opzioni di trattamento che ci permetteranno di curare l’ansia.

Farmaci

Il primo sistema per trattare l’ansia, come per qualsiasi altra malattia è la medicina occidentale, nota come psicofarmaci.
Le pillole che curano l’ansia sono dei preparati chimici di elementi naturali; i preparati artificiali sono più concentrati e producono effetti più immediati.
Tra i farmaci usati per curare il disturbo d’ansia rientrano le benzodiazepine che però, a lungo andare possono:

• Generare tolleranza: il nostro corpo si abitua al farmaco e richiede dosi sempre più elevate per produrre lo stesso effetto.

• Generare dipendenza: anche se la dose non è efficace, non possiamo assumerne di più ogni volta che abbiamo l’ansia.
• Nota: nel caso di farmaci noti come antidepressivi (non benzodiazepine) non è stato stabilito che producono dipendenza fisica, ma , possono aumentare gli impulsi suicidi.

• Non curano l’ansia: trattano con più o meno successo i sintomi associati ai problemi di ansia. Essi servono a rilassare il sistema nervoso, sono inibitori della ricaptazione di serotonina.
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In breve, essi hanno anche effetti contrari e possono produrre anche danni a noi stesi e agli altri.
L’uso di farmaci per il disturbo d’ansia viene scoraggiato perché gli studi dimostrano che le tecniche di controllo del comportamento sono:

• più veloci e più efficaci dei farmaci

• non hanno effetti collaterali

• seguite per un lungo periodo sono molto più efficaci, in quanto forniscono gli strumenti utili per evitare le “ricadute”

Abbiamo parlato di tecniche di gestione comportamento, questo porta a: come curare l’ansia senza pillole.

Vivere senza ansia

E’ possibile curare l’ansia senza ricorrere all’uso di pillole. Ci sono soggetti che hanno bisogno di sapere di avere i farmaci come elemento di sostegno, altri che preferiscono evitarli.
Come accennato in precedenza, i nuovi studi dimostrano che è consigliabile curare l’ansia senza pillole in quanto non ha effetti collaterali, è più veloce nel trattamento dei sintomi associati e dà al soggetto gli strumenti necessari per garantirgli che non ci sarà una ricaduta.
Nel tentativo di curare l’ansia senza utilizzo di pillole, ci sono differenti “scuole”, ci sono differenti modi di far fronte al problema; queste scuole sono differenti per la causa che si cela dietro l’ansia e, pertanto, su come affrontare questo disturbo. Descriviamo le tre scuole che sono più ampiamente sostenute:

Coping. L’approccio del problema si basa su ciò che evitiamo e che ci fa paura. Molti bambini hanno paura del buio, perciò lo evitano; evitiamo le situazioni che ci fanno sentire a disagio, come le altezze, gli spazi chiusi, i mezzi pubblici. Nello stesso modo in cui i bambini quando crescono non hanno più paura del buio, così noi possiamo superare le nostre paure. I bambini smettono di avere paura del buio perché capiscono che non ci sono mostri nascosti che li possono ferire; man mano che crescono si convincono che i mostri non esistono e che si può entrare nelle stanze buie senza avere paura.
Nel caso del disturbo d’ansia, il trattamento da seguire è quello dell’esposizione: dobbiamo collocarci nella situazione che scatena l’ansia per imparare che non c’è nulla di avventato in essa.
A seconda del livello d’ansia e della capacità di ogni soggetto, si affronterà di nuovo la situazione in modo più freddo e distaccato.
“Perché dire di sì quando significa no”. In questa visione, la base è che le persone con disturbi d’ansia sono persone in “genere “, questo non è un termine molto appropriato, ma ci dice che il problema che causa il disturbo ansia sta nel desiderio di evitare il conflitto a tutti i costi. Secondo questa visione, dobbiamo approvare determinate situazioni senza evitare il confronto a tutti i costi; se qualcosa ci mette a disagio in una situazione, dobbiamo difendere ciò in cui veramente crediamo, non dobbiamo accettare ciò che ci favorisce evitando il confronto: stiamo evitando lo scontro, ma non ciò non ci ricompensa col prezzo che dobbiamo pagare.
La soluzione che si pone in questo caso è quella di indagare sul vero problema, su ciò per cui si sta evitando la lotta, valutare i vantaggi e gli svantaggi e, in maniera ragionata , difendere ciò che vogliamo.
Ragionamento sbagliato. In questo approccio, si percepisce una realtà che è incondizionata da noi. La realtà è un obiettivo lontano, i nostri sensi sono quelli che informano il cervello che percepisce la realtà e sostiene la realtà. Il modo di pensare la realtà ci origina delle sensazioni; la stessa realtà viene percepita in modo diverso da soggetti diversi: la realtà è la stessa in tutti i casi, ma come si suol dire, alcune persone vedono il bicchiere mezzo pieno e altre lo vedono mezzo vuoto, quando poi il bicchier è lo stesso. In questa visione il problema del disturbo d’ansia è quindi quello di scoprire che modello di pensieri hanno alterato la realtà oggettiva.

Queste tre visioni del problema vengono utilizzate a seconda dell’esperienza del terapeuta che cura il problema. A mio parere personale, non si possono utilizzare in tutti i casi, ogni persona ha un disturbo d’ansia diverso, di conseguenza, si usa quello più produttivo per risolvere il suo problema. Notiamo che, quando si parla di come curare l’ansia senza pillole, il punto essenziale è quello di scoprire che cosa sta realmente causando il nostro disordine, una ricerca che, a volte, può richiedere il supporto di un esperto esterno.

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Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Viale Mazzini, 76 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 © 2017 Frontier Theme