Attacco di panico: cos’è e cosa fare

Attacco di panico: cos’è e cosa fare

Antonio, improvvisamente, cominciò a sentire il suo cuore battere ad una velocità insolita; sudorazione, mancanza di respiro e senso di costrizione toracica faceva presagire la morte.
Avvertito da entrambi un senso di irrealtà, l’ambiente ha cominciato a svanire davanti ai loro occhi.
Gli esseri umani provano emozioni in ogni momento di vario genere e intensità. Tutti hanno un correlato fisiologico e un’idea che li sostiene.
Il panico è un grado estremo di paura, un’emozione di base che ha servito la specie a sopravvivere, ha la funzione di avvertimento quando il pericolo si nasconde. Grazie alla paura possiamo valutare la nostra capacità di far fronte agli eventi che percepiamo come difficile e mettere in atto strategie per affrontarle.
A volte, quando siamo sopraffatti dalla grandezza della minaccia i nostri meccanismi di difesa rendono il nostro inconscio capace di tali strategie per preservare la struttura da ciò che ci circonda. In questi casi, l’emozione mantiene la reazione del corpo, ma è separato dalla cognizione che sostiene.
Nelle fobie, la paura di un oggetto rappresenta in qualche modo il temuto, ma ci sono casi in cui questa emozione sembra una sciocchezza, come nei cosiddetti ‘attacchi di panico’, che si rompono, senza uno stimolo specifico.
Nessuno è esente dalla sofferenza di questi eventi isolati, ma se la loro presenza dovesse diventare frequente e colpire in maniera significativa la nostra vita, allora potrebbe trattarsi di un ‘disturbo di panico’.
Si deve tener presente, quindi, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, nella sezione dei criteri diagnostici definiti dall’insorgenza temporanea ed isolata di paura o di disagio intenso,, in cui quattro (o più) dei seguenti sintomi si sviluppano improvvisamente e raggiungono un picco nei primi dieci minuti:
• palpitazioni
• cuore in gola
• frequenza cardiaca accelerata
• sudorazione
• tremore
• agitazione
• sensazione di soffocamento
• mancanza di respiro
• dolore o fastidio al petto
• nausea
• disturbi addominali
• instabilità
• vertigini
• svenimenti
• sentimenti di irrealtà o di depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi)
• paura di perdere il controllo o di impazzire
• paura di morire
• parestesie (intorpidimento o formicolio)
• brividi
• vampate di calore.

Gli episodi di panico durano solitamente da dieci minuti a mezz’ora. La probabilità è di temere altri episodi porta ad una limitazione importante nello sviluppo delle attività quotidiane. I timori di molte persone che ne soffrono ruotano intorno a tre assi: uscire di casa, stare da soli, sentirsi intrappolati in alcune situazioni, arrabbiati o impotente.
Dietro le varie paure e i loro differenti gradi, è possibile nascondere un senso di mancanza di fiducia nelle proprie capacità per affrontare quello che viene valutato come una minaccia. Forse il caso di un pericolo, in molte occasioni, è sostenuto dalla sensazione di una mancanza di fiducia personale. Questo può essere basato su precedenti esperienze sfavorevoli.
Di fronte a disturbi di panico,con fobie, si dovrebbe cercare l’aiuto negli specialisti, perché questi problemi possono essere risolti al meglio nel campo del trattamento psicoterapeutico. Il lavoro personale è quello di rendersi consapevole del fatto che ciò che in realtà la paura è l’emozione di flirtare con l’idea che la sostiene.

Condividi questo articolo con chi vuoi bene
Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Viale Mazzini, 76 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 © 2017 Frontier Theme